Sinistro alla persona, ecco i parametri da considerare per il risarcimento

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18 Luglio 2017
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Cass. civ. sez. II, 7 febbraio 2017.  In caso di sinistro alla persona, due sono fondamentalmente i parametri da prendere in considerazione al fine del risarcimento del danno; il grado di invalidità permanente e quello di invalidità temporanea, da correlare entrambe all’età del danneggiato.
Senza pretendere di esaurire in poche righe un tema così complesso, quale quello in esame, con questa recente sentenza della Corte di Cassazione che si pone all’attenzione del lettore, si pone l’accento, a mio modesto giudizio, sull’importanza della prova nelle richieste risarcitorie.
In particolare l’attore, nel caso di specie, sembra abbia dato per scontato che laddove sia stata riconosciuta un’invalidità permanente, questa, automaticamente, implichi la fondatezza della richiesta risarcitoria inerente il danno patrimoniale derivante da perdita della capacità lavorativa.
La Suprema Corte, sul punto, specifica che tale ulteriore danno in verità va comunque provato, non essendo sufficiente affermare la sussistenza di un’invalidità permanente a tal fine.
La sentenza succitata è invero interessante anche per quanto concerne le modalità di liquidazione, laddove viene specificato che il criterio di cui all’art. 137 Cod. Ass. non trova sempre applicazione. In particolare, è possibile utilizzare il parametro del triplo della pensione sociale solo quando il giudice di merito accerti, con valutazione di fatto non sindacabile in sede di legittimità, che la vittima al momento dell’infortunio godeva sì di un reddito, ma questo era talmente modesto o sporadico da rendere la vittima sostanzialmente equiparabile ad un disoccupato (Cass., ord., 4/05/2016, n. 8896).
In tutti gli altri casi, invece, il parametro da prendere in considerazione per la determinazione del danno da perdita della capacità lavorativa, sarà dato dal reddito effettivamente percepito dal sinistrato al momento del fatto.
Avv. Diego Di Bartolomeo